Modellismo militare

Sd.Fkz 184 PanzerJager Tiger I - Ferdinand - Elefant

Dati tecnici

23.05.2010 00:37
Dimensioni e pesi Lunghezza 8,14 m[1] Larghezza 3,38 m Altezza 2,97 m Peso 65.000 kg (Ferdinand) ...
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  Sd.kfz. 184 Ferdinand e Elefant

 

Durante l’attacco tedesco in Russia nel 1941 dopo le iniziali e brucianti sconfitte delle forze armate tedesche iniziali; le armate russe opposero ai panzer tedeschi una tenace resistenza e sempre piu’ numerosi nuovi carri armati t34 e kv che si rivelarono presto superiori come armamento, motorizzazione e spessore della corazza rispetto ai numerosi panzer III e panzer IV,spina dorsale dei corazzati schierati in campo dall’esercito tedesco.

Pur essendo gli equipaggi dei panzer meglio preparati nelle strategie d’attacco,comunicazioni via radio e coordinazione visiva nella cooperazione con le forze di terra e l’aviazione ; si rese necessario il supporto di un nuovo tipo di carri armati di stazza medio/pesante(oltre le 40tonnellate) con cannoni di calibro e gittata superiore;protetti da corazze di maggior spessore.Il 1943 fu quindi l’anno in cui, i carri armati furono protagonisti nella la grande battaglia sul saliente di Kursk al culmine dell’operazione Zitadel,ma ne inizierà il declino degli stessi come armi offensive sempre più crescendo l’importanza e la forza bellica dell’aviazione.

Hitler prediligendo i progetti dell’ing.Ferdinand Porsche diede l’appalto per la progettazione e sviluppo di un nuovo carro armato superiore per armamento e protezione a tutti gli altri corazzati dell’epoca. Porsche approntò 101 scafi(assemblati presso la fabbrica Nibelungenwerk di Santk Valentin in Austria) del prototipo del nuovo carro Tiger denominato Vk 4501 “P”(come Porsche).Il progetto innovativo, prevedeva un carro armato dotato di torretta Krupp,con movimento a 360° e armato di cannone da 88mm,trazione indedita con alimentazione elettrica e a benzina, con tre coppie di due ruote in acciaio prive di anelli di gomma per semplificarne e velocizzarne la costruzione,montate su tre barre di torsione per lato.Due motori a benzina centrali raffreddati ad aria da 372,8 KW (complessivi), sempre progettati da Porsche, erano il gruppo elettrogeno per i due motori elettrici che alimentavano le ruote motrici anteriormente e posteriormente.

Durante i collaudi vennero fuori le grandi criticità,la complessità del progetto e l’affidabilità precaria fecero scartare il carro di Porsche in favore del prototipo del Tiger 1 della Henschel che utilizzava la medesima torretta costruita dalla Krupp.

I motori elettrici erano soggetti a frequenti guasti e fenomeni di surriscaldamento.Il cambio complesso di difficile riparabilità in azione e fragilità eccessiva delle sospensioni ,prodotte da una ditta esterna che non riuscì a soddisfare i requisiti richiesti.

Tuttavia anche a causa della scarsa affidabilità del nuovo Panther frettolosamente voluto da Hitler in battaglia nonostante i tecnici non avessero terminato il ciclo dei collaudi necessari portò a riutilizzare gli scafi approntati dall’ing.Porsche per la costruzione di un possente cacciacarri per opporre un mezzo in grado di combattere efficacemente i sempre piu’ numerosi e progressivamente più esperti equipaggi dei carri armati russi.Il 19 marzo 1943 il primo prototipo venne presentato a Hitler a Darlowo che si dimostrò entusiasta, ed ordinò la messa in produzione del nuovo mezzo.La Nibelungenwerk iniziò quindi a convertire i telai già costruiti: la torretta fu sostituita da una struttura tipo casamatta squadrata (prodotta dalla Alkett e pesante 15.000kg la stessa dello Sturmtiger)era concentrata nella parte posteriore del telaio per fare spazio ai due motori, al suo interno era posizionato il pezzo principale, le riserve di munizioni e quattro uomini(pilota e addetto alle comunicazioni si trovavano invece davanti ai motori); sul retro vi era un portello attraverso il quale era possibile rifornire rapidamente il carro di munizioni;i cingoli vennero sostituiti con altri; sulla corazza frontale venne imbullonata una ulteriore protezione che portò lo spessore frontale a 200 mm.Venne adottato il cannone Kwk 43/2 L 71 da 8,8 cm; i due motori raffreddati ad aria Porsche furono sostituiti da altrettanti Maybach hl120 da 238,6 kW ciascuno montati nella sezione centrale dello scafo che vennero quindi depotenziati per aumentarne l’affidabilità. La conversione fu effettuata su 91 scafi.Il carro armato ebbe il nome di Panzerjäger Tiger (P) Ferdinand dal nome di battesimo dell’ing.Porsche con codice sdkfz 184.

L’8 Maggio 1943 89 Ferdinand assegnati in numero di 45 al 653 schwere panzerjager abteilung e 44 al 654° presero parte alle battaglie di Kursk nel luglio 1943.

Originariamente l’utilizzo campale prevedeva i Ferdinand sulle retrovie,con scorta di piu’ piccoli carri armati o semicingolati e fanteria, in modo da sfruttare l’elevata gittata dell’88 opponendo la corazza frontale al nemico quindi pressoché invulnerabile ai pezzi d’artiglieria montati sui carri armati russi dell’epoca protetto ai fianchi in modo da ritirarsi garantendo adeguata protezione.

Di fatto gli estesissimi campi minati,l’efficacia della fanteria russa nell’attaccare i panzer di media stazza o ingaggiare accanita opposizione alle compagnie di panzergrenadieren causò l’immobilizzazione di parecchi Ferdinand che pur vantando numerosissime vittime furono in parecchi casi immobilizzati dalle mine,dall’inaffidabilità dei motori elettrici,dal peso eccessivo in alcuni casi che impensieriva e rendeva difficoltoso l’attraversamento di ponti,corsi d’acqua o zone fangose rilevando un altro difetto quale la ridotta superficie dei cingoli che le oltre 65 tonnellate di peso. Oltre metà dei mezzi subì danni.Peraltro occorrevano da 4 a 6 semicingolati pesanti denominati Famo per il traino di un Ferdinand.Altra grave mancanza era l’assenza di visori e periscopi in proporzione alle dimensioni del mezzo,mancante anche di armi per la difesa ravvicinata dalla fanteria nemica.Dotato solo di minuscole feritoie ai fianchi , questo imponente mezzo militare diventava facile preda dei fanti russi, una volta isolato dalla propria fanteria .Spesso i carristi dovettero sparare alla fanteria nemica col cannone o con le armi leggere sparando attraverso la canna del cannone (Guderian amaramente la definì “caccia alle quaglie col cannone!”) .In altri casi la difficoltà di mezzi di soccorso in grado di trainare il poderoso mezzo o l’assenza di carburante e pezzi di ricambio per la complessa meccanica costrinse l’equipaggio ad abbandonare e distruggere il mezzo per evitare che cadesse in mano al nemico.

Gli equipaggi di questi possenti mezzi diedero comunque un giudizio nel complesso positivo del loro mezzo, suggerendo alcune migliorie per correggere i difetti maggiori.

Dopo l'autunno del 1943, 42 Ferdinand superstiti,quattro carcasse distrutte e due convertiti in BergeTiger P (carri da recupero), oltre a un superstite dei tre Bergetiger P convertiti dai cinque Tiger P tenuti per test, e due Ferdinand originali tenuti in Austria (per un totale di 48 Ferdinand e 3 BergeTiger)furono riportati in fabbrica(dicembre1943).Le modifiche principali furono:

- fu installata frontalmente una mg34 coassiale al cannone;

- si modificò lo scudo dello stesso e la cassetta degli attrezzi fu spostata dal parafango destro a sopra gli scarichi.

Inoltre fu adottata una cupola del capocarro con otto iposcopi simile a quella dello Sturmgeschutz 3 per migliorare la visibilità, furono aboliti i faretti anteriori.

Inoltre furono risolti i problemi di surriscaldamento dei motori elettrici che divennero piuttosto affidabili, e lo scafo fu ricoperto di zimmerit,fino a due metri d’altezza per evitare che mine magnetiche venissero applicate dalla fanteria russa, furono sostituiti i cingoli con altri di nuovo disegno diverso e piu’ larghi attenuando il problema dell’affondamento sui terreni fangosi. Le modifiche, terminate nel marzo 1944, interessarono 48 dei 51 carri. I mezzi già trasformati in carri recupero non vennero sostanzialmente modificati a parte la copertura di pasta Zimmerit.Il peso del mezzo salì oltre le 70 tonnellate e per desiderio di Hitler ufficiamente il 1 maggio del 1944 venne ribattezzato Elefant.Il colore di fondo era il dunkelgelb ,(codice colore ral7028);su cui a pennello o frequentemente a spruzzo venivano applicate macchie o strisce molto sfumate in verde oliva (ral 6003) o marrone (ral 8017) non si rileva omogeneità sulle mimetiche sulle foto d’epoca e le differenze sulla trama delle mimetiche è spesso sostanziale e dettata chiaramente da esigenze campali.Gli Elefant nuovamente tornarono sul fronte orientale e in Italia,alla fine del febbraio 1944 sempre in dotazione al 653º e 654º Battaglione cacciacarri pesante, 14 esemplari per contrastare la testa di ponte alleata ad Anzio.Tre di essi fecero ritorno all'unità madre in estate.
In autunno i veicoli rimasti furono inquadrati nella nuova 614ª Compagnia cacciacarri pesante e 13 - 14 esemplari furono anche impiegati nella battaglia delle Ardenne,in Polonia e in Ungheria.I guasti meccanici e l’assenza di carburante e in un caso in Italia del cedimento di un ponte durante la ritirata verso Orvieto, decimarono gli Elefant o frequentemente gli equipaggi furono costretti a sabotaggio e abbandono dei carri,famoso il “124” abbandonato a Soriano nel Cimino di fronte una farmacia presente su molte famose foto d’epoca, con visibili esplosioni interne ad opera dell’equipaggio.

 

Gli ultimi quattro superstiti parteciparono alla battaglia di Berlino nei pressi di Zossen. Si rivelarono micidiali mezzi difensivi. Il suo cannone era in grado di perforare qualsiasi mezzo in maniera devastante,con i nuovi proiettili con nucleo di tungsteno.

Oggi rimangono soltanto due mezzi superstiti purtroppo non funzionanti pur parzialmente restaurati esternamente come è invece avvenuto con altri panzer.Un Ferdinand si trova presso il grande museo di corazzati a Kubinka in Russia.Il “102” invece,un Elefant recentemente restaurato è presente presso l’Aberdeen Proving Ground grande museo di mezzi corazzati nel Maryland;catturato dagli americani durante la campagna in Italia,abbandonato perché privo di carburante dal suo equipaggio.

Fu poi sostituito dallo Jagdtiger.


 


 

Fonti bibliografiche

www.corazzati.it

http://wapedia.mobi/it/Elefant_

http://it.wikipedia.org/wiki/Elefant_

Panzer, i blindati tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, 2009, Novara, DeAgostini, vol. 1

the combat history of german heavy antitank unit 653 in worldwar 2/k.munch


 

Marco Bellina , 2010

Sd.Fkz 184 PanzerJager Tiger I - Ferdinand

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Sd.Fkz 184 PanzerJager Tiger I - Elefant

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Sd.Fkz 184 PanzerJager - Photofile

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